Nonluoghi Libere Edizioni ha compiuto tre mesi: facciamo il punto sull'iniziativa
con Zenone Sovilla, webmaster di questo sito ma anche responsabile della
piccola casa editrice che in aprile ha pubblicato il primo libro, "Bebo
e altri ribelli. La rivoluzione spiegata alle commesse" di Roberto Carvelli.
Zenone, come è nato questo progetto e come si sta sviluppando?
Fare attività culturale anche pubblicando libri era da tempo
un grande desiderio. Mio e di altri amici che contribuiscono a questa piccola
avventura di Nonluoghi. Fin dalla nascita del sito, abbiamo aperto anche
uno spazio online dedicato alla letteratura
di tipo sociale con l'intenzione di creare una raccolta di racconti:
l'iniziativa, curata da Roberto Carvelli, ha portato finora alla pubblicazione
nel sito di una ventina di scritti, per lo più di giovani autori.
Parallelamente, abbiamo pubblicato i racconti in pillole delle avventure
di Bebo il
ribelle urbano, personaggio nato dalla creatività di Roberto
Carvelli.
Nel frattempo, prendeva corpo anche il progetto di dar vita a una piccola
casa editrice e l'anno scorso, mentre Roberto ultimava la nuova versione
delle avventure di Bebo, Nonluoghi Libere Edizioni si preparava all'esordio
per il 2002.
In due parole, come si può riassumere questo primo libro edito
da Nonluoghi?
È un saggio travestito da romanzo o viceversa... La storia di
un ragazzo che vive in un quartiere romano immaginario - che potrebbe essere
una qualunque borgata - e che da dietro il bancone delle merceria in cui
fa il commesso, s'interroga su come gira il mondo, sulla sofferenza umana,
sui percorsi per frenare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e per allargare
gli spazi di giustizia e libertà. Un utopista in cerca di concretezza.
Lo circondano molti personaggi che arricchiscono questo viaggio narrativo
fatto di momenti di riflessione politica e sociale profonda, di spirito
di gruppo, di solidartietà, ma anche di intimismo e di divagazioni
quasi goliardiche fra ilarità e disincantata autoironia. Credo sia
una lettura utile a interrogarsi sulla condizione umana, in questi tempi
di grandi trasformazioni e di nuove forme di mortificazione della libertà
e della giustizia.
E come sta andando questo libro?
Per ora non abbiamo dati ufficiali, solo qualche informazione da alcune
delle librerie che lo hanno ricevuto un paio di mesi fa. E spesso sono
notizie incoraggianti, soprattutto se si considera che si tratta di una
nuova sigla editoriale e di un libro che, pur nella sua trasversalità
di genere, appartiene alla "difficile" famiglia della narrativa italiana.
So che anche tra il pubblico che ci conosce già, perché segue
il lavoro volontaristico che facciamo con Nonluoghi.it, c'è chi
ci dà una mano preziosa acquistando i libri. Ringrazio tutte queste
persone che ci incoraggiano e quelle che le seguiranno in futuro. Sono
abbastanza ottimista, nonostante l'editoria sia davvero un territorio molto
rischioso, tanto più se, come nel nostro caso, non godi di finanziamenti
pubblici o cose simili.
È stato confortante anche il responso in occasione delle prime
serate di presentazione, a Roma da "Odradek" e a Napoli da "Lontano da
dove" con il supporto musicale dei Rua Port'Alba, nelle quali Roberto ha
letto alcuni brani dal libro, che si compone di una lunga serie di racconti
tra loro intrecciati fino al gran finale che, in un'apoteosi della fratellanza
universale, lega con un filo storico le lotte nonviolente dei ribelli d'oggi
con il moto anarchico di rivolta e di giustizia che attraversò la
società di un secolo fa.
Seguiranno altri incontri con letture dal libro. Ne stanno organizzando
uno, per l'estate, i ragazzi di "Idee in movimento", un'associazione di
Porretta Terme (Bologna) con la quale il gruppo di Nonluoghi è in
contatto da tempo.
Già, il gruppo di Nonluoghi. Una caratteristica della casa
editrice, almeno in questa prima fase, è di pubblicare lavori di
collaboratori del sito Web. Dopo Carvelli sono in arrivo i libri di Galluccio,
Sigona e Frigato...
Credo sia una delle cose più belle dell'esperienza del sito di
Nonluoghi: quando tutto cominciò, meno di tre anni fa, io non conoscevo
nessuna di queste persone e non si conoscevano fra loro. È nato
via via un percorso che ha aggregato varie competenze. Come molti sapranno,
all'origine di Nonluoghi c'era il tentativo di aprire uno riflessione critica
sullo stato dei mass media. Uno dei rimproveri che facevamo ai media era
di dare spazio sempre ai soliti tromboni e di ignorare molte voci
significative espresse dalla società, utili ad aggiungere nuove
prospettive e nuovi strumenti di analisi alla vita democratica.Proprio
portando avanti questa critica Nonluoghi è diventata una piazza
che ha riunito alcune di queste creatività in parte "sommerse" e
ha dato loro voce in una sorta di auto-organizzazione fatta di pubblicazioni
online ma anche di periodici incontri faccia a faccia, magari in cammino
verso un rifugio di montagna. E ora è una naturale prosecuzione
dare spazio nei libri a queste testimonianze, in un Paese nel quale è
molto difficile trovare un editore "puro" che ti pubblichi.La piazza di
Nonluoghi, naturalmente, è aperta e già l'anno prossimo arriveranno
libri di persone che non hanno partecipato all'esperienza volontaristica
del sito Web.
Ci puoi parlare brevemente dei libri in programma?
Tra poche settimane sarà pronto il diario storico di Fabio Galluccio
"I lager
in Italia. Viaggio nella memoria sepolta nel duecento luoghi di deportazione
fascisti". Si tratta di un libro che riapre una pagina rimossa della
storia nazionale. La pagina delle leggi razziali e, in particolare, delle
deportazioni di cittadini ebrei, dissidenti politici, zingari, stranieri
e omosessuali, che hanno segnato l'entrata in guerra dell'Italia. Furono
istituiti numerosi campi, pare più di duecento, alcuni costruiti
ad hoc per le deportazioni, altri ricavati in vecchie caserme, ex conventi,
ospizi o altri luoghi sequestrati dal regime.In molti casi, le persone
rinchiuse nei lager fascisti finirono nei campi di sterminio nazisti. Fu
una pagina buia che testimonia della grave responsabilità italiana
sulle deportazione, dell'indifferenza e della connivenza di fronte a atti
orribili.All'Italia, dopo la guerra, conveniva dimenticare, chiudere in
fretta quella parentesi vergognosa, non fare i conti con quel passato scomodo.
Seguiranno i libri di due ricercatori universitari: Nando
Sigona, una testimonianza sul mondo degli zingari in Italia da una
persona che se n'è occupato sia come studioso sia come volontario
nei campi nomadi di Napoli, e Pietro
Frigato, che illustrerà in modo divulgativo le teorie scientifiche
sui costi sociali del mercato supportandole con una serie di dati empirici
sui danni alla salute umana e all'ambiente derivanti dal sistema economico
e dalle sue tendenze attuali.
Alla fine dell'anno uscirà anche un libbricino, curato da un
altro ricercatore, il milanese Alberto Castelli, che sarà una sorta
di piccola anticipazione del lavoro, in programma l'anno prossimo, sul
socialista libertario russo, di famiglia italiana e percorsi francesi,
Andrea
Caffi, sodale di Nicola Chiaromonte e di Albert Camus.
All'inizio del 2002 uscirà il libro di Mario Alexandro Santini,
che tra le altre cose è il volontario che cura gli aspetti tecnici
del nostro sito, dedicato ai risvolti sociali del free software e dell'open
source. Qui vale la pena di ricordare che per tutta l'attività della
casa editrice utilizziamo esclusivamente free
software open source rilasciato con la licenza pubblica Gpl e installato
su piattaforma Linux. È stato un po' laborioso all'inizio, ma ne
vale davvero la pena per molte ragioni.
Sempre l'anno prossimo, abbiamo in programma un lavoro di Emiliano
Sbaraglia che indagherà alcuni aspetti meno noti della figura di
Piero Gobetti.
Sul fronte della distribuzione, uno dei principali ostacoli per i
piccoli editori, come siete messi?
Abbiamo trovato la disponibilità di una serie di librerie aperte
alle nuove iniziative. Siamo presenti nelle principali città e in
alcuni centri minori. Spesso la nostra visibilità è dovuta
a piccoli librai, davvero amanti del mestiere e disposti a dare una mano
a chi ci prova. Inoltre, proprio in questi giorni stiamo ultimando un'intesa
che dovrebbe consentirci di essere presenti anche nelle librerie Feltrinelli:
il nostro progetto è stato valutato e apprezzato, così si
apre anche questo importante canale distributivo.
L'idea di fondo è aggiungere qualche voce di onestà intellettuale,
dare spazio al pensiero critico, aprire altre prospettive d'analisi. Per
ora funziona soprattutto perché tutto è fatto con grande
entusiasmo, spirito volontaristico e disincantato idealismo nel nome della
giustizia e della libertà.
luglio 2003